
Bastano poche ore perché un modello linguistico passi dal mercato al congelatore. È quanto accaduto venerdì scorso, quando l’amministrazione Trump ha imposto controlli all’esportazione sui modelli Fable 5 e Mythos 5 di Anthropic, costringendo di fatto l’azienda a disattivare il servizio per tutti gli utenti. Una decisione arrivata al culmine di ventiquattro ore convulse, segnate da telefonate tese tra il CEO Dario Amodei e alcuni dei massimi funzionari della Casa Bianca.
La vicenda nasce due giorni dopo il rilascio pubblico di Fable, presentato come un modello di classe Mythos dotato di protezioni adeguate a un utilizzo generalista. È stato Andy Jassy, CEO di Amazon, investitore in Anthropic, a segnalare alla Casa Bianca la possibilità di aggirare i meccanismi di sicurezza del modello. Le verifiche affidate alla National Security Agency avrebbero confermato i timori, spingendo il Segretario al Tesoro Scott Bessent, il responsabile cyber Sean Cairncross e altri funzionari di vertice a chiedere ad Anthropic il ritiro volontario del prodotto.
Amodei ha difeso il proprio modello sostenendo che la vulnerabilità riscontrata fosse circoscritta, ben diversa da un jailbreak universale capace di disattivare integralmente le protezioni. Ha chiesto tempo e informazioni supplementari, ma non ha assunto impegni. Bessent gli avrebbe risposto senza giri di parole che stava commettendo un errore. Poco dopo è arrivato il provvedimento federale, motivato da ragioni di sicurezza nazionale e con divieto d’uso per cittadini stranieri.
Le ricostruzioni divergono su un punto cruciale. La Casa Bianca afferma di aver supplicato per ore una collaborazione volontaria; fonti vicine ad Anthropic parlano invece di un ultimatum di novanta minuti senza dettagli tecnici sulla minaccia. L’azienda, pur adeguandosi, ha definito la misura sproporzionata, ricordando come essa stessa abbia sempre invocato un quadro normativo trasparente e fondato su evidenze tecniche. Sullo sfondo restano i contrasti politici con l’amministrazione, che già a marzo aveva inserito Anthropic tra i rischi della catena di fornitura.
L’episodio segna uno spartiacque. Per la prima volta, uno strumento di export control concepito per chip e tecnologie sensibili viene applicato a un modello linguistico già operativo. È il segnale che i governi stanno superando la fase della moral suasion e iniziano a usare leve coercitive in tempo reale. Per le aziende dell’IA significa convivere con una variabile nuova, ovvero la possibilità che un prodotto venga spento nel giro di ore. La domanda vera, però, riguarda l’efficacia di un simile approccio: se i modelli più avanzati troveranno casa in giurisdizioni meno rigorose, il perimetro di sicurezza che oggi si vuole tracciare rischia di rivelarsi una linea disegnata sulla sabbia, mentre il baricentro dello sviluppo si sposta altrove.
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