Verdi UE: studio sull’uso del riconoscimento biometrico nell’Unione Europea

Sorveglianza UE

Il gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha pubblicato un corposo studio (120 pagine) che fa il punto sulla diffusione delle tecnologie di identificazione biometrica a distanza nei 27 paesi dell’Unione europea.

Lo studio indica come 11 Paesi, fra cui l’Italia, stiano già usando il riconoscimento facciale ex-post per identificare i sospetti nelle indagini criminali e che altri sette dovrebbero seguire l’esempio. Gli undici Paesi sono Austria (EDE), Finlandia (KASTU), Francia (TAJ), Germania (INPOL), Grecia (Mugshot Database), Ungheria (Facial Image Registry), Italia (AFIS), Lettonia (BDAS), Lituania (HDR), Paesi Bassi (CATCH) e Slovenia (Record of Photographed Persons).

Per l’Italia si fa riferimento all’AFIS (Automated fingerprint identification systems), ovvero il sistema automatizzato di identificazione delle impronte che nel nostro Paese dovrebbe contenere nove milioni di individui. Il sistema, gestito dal Ministero dell’interno, può essere interrogato tramite un software sviluppato dalla società Reco 3.26, una filiale di Parsec 3.26. Un altro software utilizzato è fornito dalla società giapponese NEC.

Il rapporto include una serie di raccomandazioni volte a informare i negoziati sull’Artificial Intelligence Act, la proposta di regolamento europeo sull’intelligenza artificiale che vieta alle forze dell’ordine l’uso di queste tecnologie in tempo reale, tranne in alcuni casi specifici. In particolare, i Verdi sottolineano che la distinzione tra sorveglianza “live” ed “ex-post” è irrilevante, e concludono che il dispiegamento di tecnologie di identificazione biometrica e comportamentale a distanza negli spazi pubblici dovrebbe essere vietato del tutto.

Per approfondire: Biometric and Behavioural Mass Surveillance in EU Member States (qui in PDF)

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.