
Giovedì un tribunale federale della California ha rimesso in discussione uno dei capitoli più tesi tra industria dell’intelligenza artificiale e potere politico. La giudice distrettuale Rita Lin ha stabilito che l’inserimento di Anthropic in una lista nera del Pentagono, deciso lo scorso febbraio, era incostituzionale e configurava una ritorsione. Una vittoria di peso per il laboratorio di San Francisco, al termine di mesi di scontro con l’amministrazione Trump.
Il provvedimento annulla la decisione del 27 febbraio con cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva etichettato Anthropic come rischio per la catena di fornitura, rendendola di fatto inammissibile ai contratti federali. Cadeva anche la misura aggiuntiva che vietava ai fornitori delle forze armate statunitensi di lavorare con l’azienda, definita dalla giudice arbitraria, capricciosa e non conforme alla legge. Nelle 59 pagine della decisione Lin ha chiarito che il dipartimento resta libero di scegliere qualsiasi fornitore di intelligenza artificiale, ma le sanzioni imposte erano illegali e prive di fondamento. Sono state rimosse anche le penalità applicate impropriamente da altre otto agenzie, tra cui Tesoro, Dipartimento di Stato e Sicurezza interna.
All’origine del conflitto c’è un contratto da 200 milioni di dollari per l’impiego militare dei modelli Claude. La frattura si è aperta dopo le notizie sull’utilizzo di Claude nell’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, seguite dalle preoccupazioni espresse da un dipendente di Anthropic e trasmesse ai funzionari statunitensi tramite un impiegato di Palantir. Nelle trattative l’azienda ha chiesto limiti precisi, escludendo il supporto ad armi autonome letali e a sistemi di sorveglianza di massa. Hegseth ha respinto ogni vincolo, sostenendo che un fornitore non può dettare l’uso della tecnologia una volta consegnata.
Particolarmente tagliente il passaggio in cui la giudice osserva che il governo sta discutendo collaborazioni con Anthropic sul nuovo modello Mythos in contesti sensibili, comportamento incompatibile con il timore che l’azienda possa sabotare la sicurezza nazionale. Anthropic ha accolto positivamente la decisione; il Pentagono, che non è comunque obbligato a usare Claude, dovrebbe presentare appello, mentre resta aperto un secondo procedimento a Washington.
Il precedente è chiaro nel merito, perché stabilisce che le clausole etiche di un fornitore non possono essere punite con gli strumenti della sicurezza nazionale. Resta però la parte più scomoda della questione, quella che nessun tribunale può risolvere. Con modelli sempre più capaci e sempre più intrecciati alle funzioni dello Stato, la trattativa sui limiti d’uso somiglia a un braccio di ferro tra due parti che hanno bisogno l’una dell’altra e che, per ora, hanno scoperto solo quanto costi rompere.
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