Sarà Gemini l’assistente AI delle auto di General Motors

Immagine realizzata con Ideogram

A New York, GM ha messo nero su bianco il prossimo passo dell’interazione in auto, affidando a Google Gemini il nuovo assistente conversazionale che debutterà sui veicoli a partire dal 2026. Non è solo una scelta di software, ma parte di una trasformazione più ampia che tocca l’architettura elettrica e computazionale dell’intera gamma.

L’integrazione di Gemini nasce come evoluzione di una collaborazione già rodata con Google. I marchi del gruppo, da Buick a Cadillac, utilizzano da tempo il sistema Google integrato con accesso diretto a Google Assistant, Maps e altre app attraverso lo schermo dell’infotainment. L’assistente potenziato da Gemini promette però un salto netto nella comprensione del linguaggio naturale, superando i limiti degli attuali assistenti vocali alle prese con accenti, varianti locali e richieste formulate in modo non standard.

Le funzioni annunciate vanno oltre il semplice comando vocale. L’assistente potrà pianificare percorsi complessi con tappe intermedie, inviare messaggi, rispondere a domande contestuali attingendo al web e persino aiutare a preparare riunioni durante gli spostamenti. L’aggiornamento arriverà via etere tramite il Play Store sui veicoli dotati di OnStar dal 2015 in poi, con una diffusione capillare che non richiederà interventi in officina.

Ma l’ambizione di GM va oltre Gemini. Il costruttore sta sviluppando un assistente proprietario che, grazie a modelli linguistici addestrati ad hoc sui dati dei veicoli, potrà accedere ai sistemi dell’auto per fornire avvisi di manutenzione, suggerimenti di percorso personalizzati, spiegazioni sulle funzionalità e controllo remoto della climatizzazione. Una visione che poggia su una ristrutturazione profonda dell’elettronica di bordo prevista per il 2028, con una piattaforma computazionale centralizzata basata sul supercomputer Nvidia Drive AGX Thor, capace di offrire prestazioni AI fino a trentacinque volte superiori.

La strategia di GM riflette la direzione presa dall’industria automobilistica. Non si parla più solo di efficienza meccanica, ma di piattaforme di calcolo su ruote che evolvono nel tempo grazie agli aggiornamenti software. La sfida è doppia, recuperare lo svantaggio rispetto a Tesla e ai costruttori cinesi sul fronte tecnologico e riconquistare la fiducia dei clienti dopo le controversie sulla vendita dei dati personali. L’intelligenza artificiale generativa diventa il terreno su cui si ridefinisce la mobilità, trasformando l’auto in un compagno digitale. Il punto decisivo sarà il ritmo con cui questa visione arriverà davvero in strada e la trasparenza con cui verranno gestiti i dati, perché da lì passerà la credibilità del progetto.

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