Robot tax, pro e contro

Roboworkers

All’ultimo EmTech Next si è affrontato nuovamente l’annoso problema del tassare i robot così come già si tassa il lavoro umano.

Chi è favorevole (fra gli altri Bill Gates, Jeremy Corbin e Matteo Salvini) ritiene che tassare i robot sia giusto poiché essi sostituiscono sempre più spesso il lavoro umano, a volte anche quando la sostituzione non crea maggiore efficienza per l’azienda. Inoltre, quando una macchina sostituisce un essere umano lo Stato perde introiti da tassazione, visto che i robot non pagano le tasse.

Tassare allo stesso modo il lavoro umano e quello robotico impedirebbe alle aziende di usare l’automazione alla stregua di uno sgravio fiscale, come invece avviene oggi.
Qui potete trovare un paper di Ryan Abbott e Bret Bogenschneider sull’Harvard Law & Policy Review con queste e altre ragioni a favore della tassazione dei robot.
Da notare che finora la Corea del Sud è stato l’unico Paese ad aver introdotto una sorta di “mini robot tax”, diminuendo gli sgravi fiscali per gli investimenti in automazione.

Chi è contrario alla tassazione dei robot teme anzitutto un rallentamento dell’innovazione, così come lo spostamento delle aziende innovative in quei Paesi dove non vi sarebbe una tale imposizione, cosa accennata anche in uno studio del nostro EF – Dipartimento Finanze.

L’automazione crea ricchezza per tutta l’economia, rallentarla significa mettere un freno a una crescita che – in teoria – crea beneficio per tutti gli abitanti di un Paese.
Tale ricchezza dovrebbe essere meglio distribuita per aiutare chi perde il lavoro a causa dell’automazione, quindi il problema non si risolve rallentando la produzione di beni e servizi (cosa che potrebbe succedere disincentivando l’automazione) bensì intervenendo sulla redistribuzione dei benefici.

Inoltre, come affermano tre ricercatori USA (in un testo per la verità non nettamente contrario) la robot tax sarebbe disincentivante per quei professionisti umani che usano l’automazione per aumentare la loro produttività.
Qui potete leggere un recente articolo di Robert D. Atkinson, presidente della Information Technology and Innovation Foundation, contrario alla tassazione dei robot.

La questione è controversa e – come tutti i temi che trattano di tecnologia e futuro – può essere facilmente fraintesa o iper-semplificata. Ai link indicati sopra avrete modo di accedere a entrambe le argomentazioni e farvi un’idea abbastanza indipendente.

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.