Robot nei fast food per friggere il cibo

Robot in cucina

Alcuni ristoranti e “ghost kitchen” (cucine che producono solo cibo da asporto) continuano a sperimentare la robotica ai fornelli, come all’Inspire Brands’ Innovation Center di Atlanta, dove il robot “Flippy“, prima impiegato solo per girare gli hamburger, ora ha iniziato anche a fare le fritture.

Il lavoro alla friggitrice è semplice, monotono, a volte addirittura pericoloso per gli operatori, di conseguenza uno dei posti indicati per sperimentare una soluzione robotica.

Chi lo impiega assicura che non è per rimpiazzare gli operatori umani, bensì per ridurre i tempi e per far fronte alla carenza di manodopera. Anche perché l’uso del robot può arrivare a costare anche 3000 dollari al mese, non certo un risparmio per le catene di fast food.

Per approfondire: Restaurants prep for long-term labor crunch by turning to robots to work the fryer, shuttle food to tables

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.