Realtà aumentata per addestrare le auto a guida autonoma

Autostrada. Un tir in corsa perde uno dei suoi grandi pneumatici, che inizia a rotolare e rimbalzare in mezzo alle auto in transito.

A quanti automobilisti sarà capitato di assistere a una scena simile? Pochi, senza dubbio. Eppure questa è una delle situazioni dove le auto a guida autonoma devono capire cosa sta succedendo e trovare soluzioni per evitare incidenti.

Tuttavia addestrare i software delle auto a questo e ad altri casi limite è difficile nella pratica, dispendioso, in certi casi impossibile. Per questo motivo due ricercatori della University of Michigan hanno sviluppato un sistema di realtà aumentata appositamente per i sensori delle auto a guida autonoma.

Le auto si trovano materialmente sulla pista di prova (che può ad esempio riprodurre un incrocio cittadino) completamente vuota, ma grazie a questo sistema i ricercatori riescono a inserire nella scena elementi che in realtà non esistono. Come ad esempio un’auto che passa con il semaforo rosso: l’auto a guida autonoma, nonostante sia scattato il verde, dovrà essere in grado di risconoscere l’auto che sta passando con il rosso, proiettare la sua traiettoria ed evitare la collisione.

Farlo nella realtà significa mettere in conto la possibilità di incidenti, danneggiamento o distruzione dei veicoli di test e molte perdite di tempo. Nella finzione della realtà aumentata invece questa simulazione può essere ripetuta più e più volte, senza veri incidenti né danni materiali. Consentendo così di testare molti casi limite, offrendo ai software di guida autonoma esempi e situazioni che altrimenti incontrerebbero solo dopo centinaia di migliaia di chilometri e per le quali sarebbero impreparate.

Per approfondire la ricerca: Self-Driving Cars Learn About Road Hazards Through Augmented Reality

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.