Partita la corsa alla regolamentazione dell’IA

AI and skull

Ricordate le tre leggi della robotica di Asimov? Servivano ad assicurare una coesistenza pacifica fra robot intelligenti ed esseri umani.

Ora che l’intelligenza artificiale sta diventando realtà, sembra vi sia una gara a chi crea le leggi fondamentali che tutti dovranno seguire.

Solo per citare alcuni esempi recenti, ad aprile la Commissione Europea – tramite il suo gruppo di esperti – ha emanato 7 regole per una “IA affidabile”. Pochi giorni fa si è aggiunta l’OCSE, che ha indicato 5 princìpi per una “IA democratica”. Infine è notizia recente che anche il World Economic Forum ha intenzione di creare regole globali che tutti gli Stati – in particolare superpotenze come USA, Cina e Russia – possano seguire nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le ragioni di questa “corsa alle regole” sono abbastanza chiare. Interessi contrapposti, probabili applicazioni militari, oltre a una sostanziale inabilità nel capire con certezza quali sviluppi potrà avere la tecnologia, portano i vari Stati – operando su palcoscenici sovranazionali – a voler trovare un accordo di massima sulle “regole del gioco” prima che qualcosa scappi di mano.

Vi è poi una silenziosa gara parallela fra questi (e altri?) organismi sovranazionali su chi emanerà le leggi fondamentali dell’IA, una specie di “convenzione di Ginevra” che fra dieci, venti o cinquant’anni tutti ancora possano seguire. Sperando che nel frattempo queste regole non siano diventate obsolete.

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.