
OpenAI sta giocando in difesa. Quando un’azienda mette in pausa quasi tutto per concentrarsi su un solo obiettivo, è perché avverte la pressione di un evento esterno potenzialmente devastante, di solito da un rivale. A inizio dicembre, secondo indiscrezioni, Sam Altman avrebbe dichiarato un codice rosso interno, congelando i progetti non essenziali per accelerare lo sviluppo del nuovo modello. Il risultato è arrivato giovedì, con GPT-5.2, la versione più avanzata del modello di OpenAI, che appare come una risposta al lancio di Gemini 3 di Google di novembre.
GPT-5.2 porta progressi netti nell’intelligenza generale, nella programmazione e nella lettura di contesti estesi. OpenAI sostiene che il modello rende al meglio proprio sul lavoro, con fogli di calcolo, presentazioni e gestione di progetti complessi su più fasi. Su GDPval, benchmark che misura la resa su compiti professionali qualificati in 44 occupazioni, GPT-5.2 Thinking raggiunge o supera il livello degli esperti umani nel 70,9% dei casi, con attività completate undici volte più in fretta e a un costo inferiore all’uno per cento rispetto ai professionisti.
Il modello arriva in tre varianti. GPT-5.2 Instant è pensato per attività quotidiane e rapide, GPT-5.2 Thinking per compiti professionali complessi, GPT-5.2 Pro per quesiti difficili in cui conta la qualità anche a costo di attendere di più. Sul fronte della programmazione, ottiene il 55,6% su SWE-Bench Pro, benchmark rigoroso che valuta la capacità di ingegneria del software su più linguaggi. Netti anche i passi avanti sulla comprensione di contesti molto lunghi, con risultati vicini al 100% in test che richiedono di integrare informazioni sparse su centinaia di migliaia di token.
In parallelo, Disney ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari in OpenAI, permettendo l’uso dei personaggi di Star Wars, Pixar e Marvel nel generatore di video Sora. Altman, a CNBC, ha affermato che Gemini 3 ha inciso meno del previsto sulle metriche aziendali, un commento che suona come un tentativo di ridimensionare la minaccia del concorrente. OpenAI ha anche chiarito che non ritirerà dalle proprie interfacce di programmazione i modelli precedenti, tra cui GPT-5.1, GPT-5 e GPT-4.1, così da garantire continuità agli sviluppatori.
La rivalità ha assunto toni da fase matura. Pochi anni fa Google dichiarava il codice rosso per l’arrivo di ChatGPT, oggi i ruoli si sono invertiti e ciascuna azienda vede nell’altra il principale avversario. L’attenzione si sposta sulle applicazioni professionali concrete, dalla costruzione di modelli finanziari alla programmazione assistita, segno di un passaggio dalla sperimentazione all’uso produttivo. Modelli capaci di svolgere compiti complessi con poca supervisione umana possono ridisegnare l’organizzazione del lavoro, con nuove opportunità di produttività ma anche interrogativi sul futuro delle competenze.
Il confronto, ormai, non è più su chi costruisce il modello più appariscente, bensì su chi riesce a trasformare quella potenza in valore economico misurabile e duraturo.
Per approfondire: link all’articolo originale


