OpenAI ha rilasciato un’API per accedere ai suoi modelli AI

GPT-3

OpenAI ha rilasciato un’API per consentire alle aziende e ai ricercatori di accedere ai modelli creati dal centro di ricerca californiano, in particolare il suo nuovo GPT-3.

L’interfaccia sarà una generica “text in, text out” e consentirà di integrare i modelli di OpenAI all’interno di siti, programmi, app delle aziende che ne faranno richiesta (esistono già alcuni esempi).

In pratica l’API al GPT-3 crea una sorta di NLP-as-a-service, dove qualsiasi input di testo (in inglese è meglio, ma funziona anche con altre lingue) riceve una risposta di testo come output. Gli si può porre una domanda per ottenere la relativa risposta, e se necessario si può prevedere un training specifico – con testi ed esempi forniti dal cliente – per ottenere risultati più in target. Può essere un chatbot, effettuare attività di customer care,  creare giochi DnD, riassumere testi, eseguire traduzioni, ecc.

L’accesso all’API non sarà gratuito (OpenAI iniziò come laboratorio di ricerca finanziato da miliardari quali Elon Musk, ora però deve rientrare almeno delle spese), ma per i prossimi due mesi sarà possibile provarla gratis, basta iscriversi alla lista d’attesa qui.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.