OpenAI ha rilasciato GPT-5

GPT-5 dal Playground di OpenAI (screenshot dell'autore)
GPT-5 dal Playground di OpenAI (screenshot dell'autore)

OpenAI ha rilasciato GPT-5, forse il primo modello dell’azienda pensato fin dall’inizio non solo come semplice interlocutore, ma come agente autonomo. La nuova release sposta l’attenzione dall’accuratezza delle risposte, finora il principale metro di giudizio con cui si misuravano i modelli di frontiera, alla capacità di muoversi in modo indipendente, affrontando compiti complessi senza necessità di continue istruzioni da parte dell’utente. Tra gli obiettivi dichiarati dall’azienda figurano la creazione automatica di applicazioni, di presentazioni, di testi tecnici o scientifici redatti con maggiore coerenza.

Guardando comunque alle metriche, GPT-5 ottiene risultati che lo collocano davanti ai rivali in più di un contesto. Nella valutazione SWE-bench Verified, dedicata alle sfide di programmazione concrete, il modello raggiunge il 74,9 per cento, superando Claude Opus 4.1 di Anthropic e Gemini 2.5 Pro di Google DeepMind. Passi avanti evidenti anche nella riduzione delle allucinazioni: le risposte sbagliate scendono al 4,8 per cento nei prompt generali e all’1,6 per cento in ambito medico, soglia che diventa cruciale viste le sperimentazioni degli LLM nella valutazione preliminare dei sintomi.

Benchmark GPT-5. Fonte: OpenAI
Benchmark GPT-5. Fonte: OpenAI

Non tutto, però, è già a punto. Nei test con portali e-commerce o con i sistemi di prenotazione aerea le prestazioni restano inferiori a quelle di soluzioni più specializzate. La versatilità, insomma, non basta ancora a garantire il primato nei task verticali, dove modelli più snelli e ottimizzati continuano a offrire un’esperienza più fluida.

Sul versante sicurezza OpenAI introduce meccanismi di difesa che analizzano l’intenzione dell’utente e modulano le risposte in base al comportamento osservato, tutto per ridurre i rischi di abuso o jailbreak. Migliora inoltre la resa in ambiti soggettivi come tono, registro e scrittura creativa, ora meno standardizzati e più aderenti al contesto del prompt.

La distribuzione seguirà due canali. La versione base di ChatGPT includerà GPT-5 senza costi, scelta che OpenAI presenta come ulteriore passo verso la democratizzazione dell’AI. Per professionisti e sviluppatori arriveranno invece le varianti Pro e le API dedicate, con latenze garantite, finestre di richiesta più ampie e opzioni di configurazione personalizzate, concepite per integrarsi nei workflow aziendali dove velocità e affidabilità risultano decisive.

La pubblicazione di GPT-5 segna un’evoluzione tecnica ma anche sistemica. L’autonomia operativa, unita a una comprensione contestuale più profonda e a una versatilità inedita, avvicina il modello a quell’idea pratica di AGI che finora è rimasta sulla carta. Tuttavia, l’affermazione di Sam Altman secondo cui GPT-5 costituirebbe un passo deciso verso un’intelligenza capace di superare l’uomo nei settori strategici dell’economia, attende ancora conferme concrete. Di certo, le aziende intenzionate a integrare tecnologie simili si troveranno davanti a nuove questioni operative, normative ed etiche. Se davvero la linea di demarcazione verso un’AGI operativa si è accorciata, la discussione sui limiti dovrà correre alla stessa velocità del codice.

Per approfondire: link all’articolo originale

Luca Sambucci lavora da oltre trent'anni nella cybersecurity, occupandosi oggi di sicurezza dell'intelligenza artificiale o AI Security. Ha collaborato come esperto con il Governo italiano, la Commissione europea, il Centro Comune di Ricerca e l'Agenzia Europea per la Difesa. È fondatore di Noctive Security, startup che sviluppa software automatizzati di red teaming per LLM e agenti AI. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.