
La notizia arriva con il tono asciutto tipico delle comunicazioni regolamentate, ma il suo peso è enorme. OpenAI ha depositato in forma confidenziale il modulo S-1 presso la SEC, muovendo un passo concreto verso la quotazione in Borsa. L’azienda guidata da Sam Altman ha scelto di anticipare l’annuncio temendo una fuga di notizie, senza però fissare tempistiche né indicare cifre. Una mossa che segue di pochi giorni quella analoga di Anthropic e che, insieme alla prevista IPO di SpaceX, delinea uno scenario senza precedenti recenti per i mercati tecnologici.
Il deposito confidenziale è uno strumento che consente alle aziende di preparare la quotazione senza rendere pubblici, in questa fase, dati finanziari sensibili o fattori di rischio. OpenAI mantiene così la flessibilità di decidere se accelerare o rallentare il percorso, anche in base a come reagiranno gli investitori all’ingresso di Anthropic. Nel frattempo, il valore di OpenAI nell’ultimo round si è attestato a 852 miliardi di dollari, mentre Anthropic ha toccato i 965 miliardi, cifre che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili per società ancora in perdita.
La questione finanziaria è centrale. Dopo il round record da 122 miliardi di dollari chiuso a marzo, OpenAI prevede di spendere cifre analoghe in potenza di calcolo per la sola ricerca entro il 2028, con un rosso atteso di 85 miliardi quello stesso anno. In altre parole, agli investitori del mercato pubblico si chiede di scommettere su un’azienda che, secondo le sue stesse proiezioni, non genererà flussi di cassa positivi per almeno altri quattro anni. Anthropic, al contrario, si dichiara vicina al primo trimestre in utile, e ciò potrebbe condizionare il modo in cui OpenAI sarà costretta a prezzare la propria offerta.
Sullo sfondo restano nodi delicati. La complessa governance ereditata dalla struttura non profit, che possiede ancora circa il 25 per cento della società e mantiene poteri di veto, le cause legali aperte, incluse quelle relative ai danni denunciati da utenti vulnerabili, e l’ipotesi avanzata dall’amministrazione Trump di una partecipazione pubblica nelle aziende di IA. La corsa alla Borsa diventa così molto più di una questione finanziaria, è un test sulla capacità del settore di reggere la trasparenza dei mercati pubblici proprio mentre la sostenibilità economica del modello frontier resta tutta da dimostrare. Chi arriverà prima conquisterà capitali scarsi, chi arriverà impreparato pagherà un prezzo che andrà ben oltre il giorno del debutto.
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