NemoClaw: Nvidia vuole rendere sicuri gli agenti AI per le aziende

Immagine realizzata con Ideogram

Alla conferenza GTC 2026, Jensen Huang ha presentato NemoClaw, una piattaforma enterprise costruita sopra OpenClaw, il framework open source che si sta rapidamente affermando come standard per la costruzione di agenti AI autonomi. La promessa, ambiziosa, è affrontare il problema della sicurezza che rischia di frenare l’adozione aziendale di questa tecnologia.

OpenClaw ha conquistato in breve tempo la comunità degli sviluppatori grazie alla sua natura aperta e alla facilità con cui permette di costruire agenti AI che operano localmente sull’hardware delle aziende. L’ecosistema attorno al progetto cresce a ritmo sostenuto, con Ollama appena annunciato come provider ufficiale, plugin di osservabilità come quello di Comet per tracciare chiamate e costi, e una base di sviluppatori che lo preferisce ad alternative più complesse. Huang non ha lesinato paragoni ambiziosi, accostando OpenClaw a Linux, a Kubernetes e persino al protocollo HTML, tecnologie che hanno ciascuna segnato un’epoca dell’informatica.

Il problema, tuttavia, è reale e documentato. Ricercatori di sicurezza hanno dimostrato come un agente OpenClaw possa essere indotto a esfiltrare credenziali attraverso una semplice istruzione nascosta in una email inoltrata, il tutto senza far scattare alcun allarme nei sistemi di difesa tradizionali. L’agente esegue la richiesta malevola utilizzando i propri token di autorizzazione, attraverso chiamate API perfettamente legittime agli occhi di firewall e sistemi di rilevamento. Sei team di sicurezza indipendenti hanno confermato la gravità della vulnerabilità.

NemoClaw si propone come risposta a un rischio che non è più teorico, integrando funzionalità di sicurezza e privacy direttamente nel framework. La piattaforma è agnostica rispetto all’hardware, non richiede necessariamente GPU Nvidia, e si integra con la suite NeMo. Nvidia ha però precisato che si tratta di un rilascio in fase alpha, con spigoli ancora da smussare. Tra i primi diciassette adottatori dell’ecosistema di strumenti per agenti AI di Nvidia figurano nomi come Adobe, Salesforce, SAP e CrowdStrike.

La mossa di Nvidia si inserisce in una dinamica ormai leggibile. Dopo che OpenAI ha lanciato la propria piattaforma Frontier a febbraio e Gartner ha indicato la governance degli agenti come infrastruttura critica per l’adozione enterprise, il messaggio è netto: la corsa agli agenti autonomi è iniziata, ma senza un livello di sicurezza adeguato resterà confinata ai laboratori. Chi riuscirà a offrire il giusto equilibrio tra apertura e controllo potrebbe trovarsi nella posizione di dettare le regole del gioco per gli anni a venire. È una partita che ricorda da vicino quella giocata da Linux e Kubernetes nelle rispettive ere tecnologiche, e il cui esito, oggi, è tutt’altro che scontato.

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