Megvii: essere inseriti nella blacklist USA è stato un regalo

Cina

Il primo post dell’anno per Megvii, una delle otto aziende cinesi specializzate in intelligenza artificiale messe nella blacklist USA dall’amministrazione Trump, ha il sapore della sfida. Sul canale ufficiale WeChat l’azienda cinese ha considerato l’inserimento nella blacklist degli Stati Uniti come un “regalo“, di quelli che generalmente si fanno ai ragazzi che diventano adulti, quei doni amari che insegnano a vivere e fanno maturare. Un “coming of age gift” che ha insegnato all’azienda cosa significa trovarsi in un mondo complesso e in continua mutazione.

Megvii in Cina è molto conosciuta, il suo software di riconoscimento facciale per la verifica dell’identità è il più usato al mondo, l’azienda ha raccolto solo l’anno scorso oltre 750 milioni di dollari in un round di finanziamenti (grazie anche all’aiuto di Alibaba, il gigante del commercio che ha investito nella start-up) e recentemente è tornata in corsa per la quotazione alla borsa di Hong Kong.

I dubbi nascevano da un rapporto di Human Rights Watch che affermava di aver trovato software prodotti da Megvii all’interno dei dispositivi usati dall’Integrated Joint Operations Platform (体化联合作战平台), uno dei sistemi per la sorveglianza di massa usati nella regione autonoma dello Xinjiang. Successivamente l’HRW ha corretto il rapporto scagionando Megvii, ma questo non è bastato al governo USA che ha deciso di inserirla comunque nell’elenco delle aziende cinesi da ostacolare.

Ora Megvii e le altre aziende cinesi nella blacklist saranno costrette a far crescere i loro sistemi e competenze AI senza l’apporto e i finanziamenti USA. Cosa che da una parte ne rallenterà leggermente la corsa (dando un po’ di fiato ai concorrenti a stelle e striscie), dall’altra però potrebbe renderle ancora più resistenti alle influenze occidentali in generale e statunitensi in particolare, una condizione che a lungo termine potrebbe avere ripercussioni tutt’altro che positive per quegli interessi americani che si intendeva tutelare.

Per approfondire: China’s AI champions are already powering a mind-boggling array of processes and this will rise in 2020

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.