L’universo potrebbe essere un modello di machine learning

Secondo il documento The Autodidactic Universe, redatto fra gli altri da alcuni ricercatori di Microsoft, l’universo potrebbe funzionare secondo la logica del machine learning, selezionando le leggi fisiche universali in base a un processo dinamico, dove l’universo impara le sue stesse leggi.

Dal testo: “Perché questi gruppi di gauge, perché queste rappresentazioni di fermioni e scalari, perché i misteri della chiralità, della violazione CP e della barilogenesi? Perché le vaste gerarchie di scala e perché i particolari rapporti dei parametri del modello standard, che stabiliscono i valori delle masse e degli angoli di miscelazione? […] Ci chiediamo se ci possa essere un meccanismo intessuto nel telaio del mondo naturale, per mezzo del quale l’universo potrebbe imparare le sue leggi.

Documento interessante, ma preparate l’aspirina.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.