L’ONU getta le basi per una governance globale dell’AI

ONU - Nazioni Unite

Il 21 marzo, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione non vincolante sponsorizzata dagli Stati Uniti e co-sponsorizzata da 123 Paesi, tra cui la Cina. Il testo è stato adottato per consenso, il che significa che gode del sostegno di tutti i 193 Paesi membri dell’organizzazione.

La risoluzione sottolinea il potenziale dell’AI nel promuovere il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati per il 2030. Allo stesso tempo, invita gli stati a evitare sistemi che non possono operare nel rispetto dei diritti umani o che presentano rischi eccessivi. Un punto fondamentale: i diritti delle persone vanno ugualmente protetti online e offline, in tutte le fasi di sviluppo e utilizzo dei sistemi AI.

Il testo riconosce anche il divario tecnologico tra paesi ricchi e poveri, esortando alla cooperazione per garantire un accesso equo ai benefici dell’AI e colmare il digital divide. Una sfida non da poco per molti paesi in via di sviluppo, che faticano a stare al passo con l’innovazione galoppante in questo settore.

La risoluzione incoraggia governi, aziende e altri attori a sviluppare approcci normativi e di governance per un’AI “etica e responsabile”. L’idea è integrare il lavoro già svolto da varie agenzie ONU, in vista anche di iniziative future come il Global Digital Compact lanciato dal Segretario Generale.

Certo, una risoluzione non vincolante è ben lungi dall’essere la soluzione definitiva. Tuttavia, rappresenta un importante segnale dell’impegno della comunità internazionale ad affrontare le complesse questioni sollevate dall’intelligenza artificiale. Come ha sottolineato l’ambasciatrice USA Linda Thomas-Greenfield, è ora di “governare questa tecnologia, invece di lasciare che essa governi noi“.

Mi occupo da molti anni di intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, lavorando con un'azienda leader del settore e partecipando a iniziative della Commissione Europea. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.