
Il governo indiano ha giocato una carta piuttosto audace nella competizione globale per attirare le infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale. Con l’annuncio di un’esenzione fiscale totale fino al 2047 per i fornitori cloud stranieri che operano dal territorio indiano servendo mercati esteri, New Delhi intende diventare il cuore pulsante del calcolo computazionale destinato all’intelligenza artificiale.
La proposta, presentata dal ministro delle finanze Nirmala Sitharaman nel budget annuale lo scorso primo febbraio, prevede che i ricavi derivanti da servizi cloud venduti al di fuori dell’India, ma erogati da data center situati nel paese, non siano soggetti ad alcuna tassazione per i prossimi ventuno anni. Le vendite destinate ai clienti indiani dovranno invece transitare attraverso rivenditori locali e saranno tassate normalmente. Il budget introduce anche un regime fiscale agevolato del 15% per gli operatori indiani di data center che forniscono servizi a entità straniere collegate.
Il contesto rende la manovra particolarmente rilevante. I colossi tecnologici statunitensi stanno investendo cifre colossali nel subcontinente. Google ha annunciato quindici miliardi di dollari per un hub dedicato all’intelligenza artificiale, Microsoft prevede di spendere diciassette miliardi e mezzo entro il 2029, mentre Amazon ha programmato investimenti complessivi per circa settantacinque miliardi entro il 2030. Anche il settore domestico si sta muovendo con determinazione, come dimostra il progetto da undici miliardi di dollari di Digital Connexion per un campus da un gigawatt nello stato dell’Andhra Pradesh.
Le sfide non mancano. La disponibilità irregolare di energia elettrica, i costi elevati e la scarsità idrica rappresentano ostacoli concreti per infrastrutture che richiedono enormi quantità di risorse. Alcuni analisti sollevano inoltre perplessità sulla scelta di favorire i grandi operatori stranieri, potenzialmente a scapito degli attori locali più piccoli, costretti a competere su margini ridotti attraverso il sistema dei rivenditori.
L’India sta scommettendo che la domanda di capacità computazionale per l’intelligenza artificiale crescerà in modo tale da giustificare concessioni fiscali ventennali. Una visione, questa, che riconosce come il controllo delle infrastrutture di calcolo stia diventando strategico quanto un tempo lo era quello delle risorse energetiche tradizionali. Se l’esecuzione sarà all’altezza delle ambizioni, potremmo assistere a un pesante riequilibrio nella geografia globale dell’intelligenza artificiale.
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