Le corse di droni ad alta velocità interessano le forze armate USA

Gli ambienti chiusi rappresentano ancora un problema per i droni a guida autonoma, dove l’IA di navigazione per orientarsi ha bisogno di elaborare in tempo reale le immagini fornite dalle telecamere di bordo. Immagini che in caso di alta velocità, scatti o movimenti repentini (ad esempio per evitare un ostacolo) possono essere difficili da interpretare perché sfocate, confuse, con troppa o troppo poca illuminazione.

Per questo motivo Lockheed Martin, il più importante fornitore militare americano, spera di trovare una risposta a questi problemi nelle gare di droni ad alta velocità. L’azienda ha organizzato AlphaPilot, una competizione a squadre e un circuito di gare per promuovere lo sviluppo di una IA in grado di navigare efficacemente (e velocemente) al chiuso evitando ostacoli, mettendo in palio più di due milioni di dollari per la squadra che realizzerà l’IA vincente.

Vi chiederete come mai un fornitore militare sia così interessato a droni che operino autonomamente al chiuso. Pensate a un teatro di guerra, in territorio ostile, con la necessità di controllare un appartamento o anche un intero palazzo. Dei piccoli droni aerei da ricognizione che si muovono velocemente, evitando ostacoli e riportando tutto quello che vedono al terminale di un soldato sarebbero la risposta ideale per trasferire alle macchine un compito molto rischioso svolto finora da soldati in carne e ossa.

Per approfondire: Le corse di droni ad alta velocità interessano le forze armate USA

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.