Le corse di droni ad alta velocità interessano le forze armate USA

Gli ambienti chiusi rappresentano ancora un problema per i droni a guida autonoma, dove l’IA di navigazione per orientarsi ha bisogno di elaborare in tempo reale le immagini fornite dalle telecamere di bordo. Immagini che in caso di alta velocità, scatti o movimenti repentini (ad esempio per evitare un ostacolo) possono essere difficili da interpretare perché sfocate, confuse, con troppa o troppo poca illuminazione.

Per questo motivo Lockheed Martin, il più importante fornitore militare americano, spera di trovare una risposta a questi problemi nelle gare di droni ad alta velocità. L’azienda ha organizzato AlphaPilot, una competizione a squadre e un circuito di gare per promuovere lo sviluppo di una IA in grado di navigare efficacemente (e velocemente) al chiuso evitando ostacoli, mettendo in palio più di due milioni di dollari per la squadra che realizzerà l’IA vincente.

Vi chiederete come mai un fornitore militare sia così interessato a droni che operino autonomamente al chiuso. Pensate a un teatro di guerra, in territorio ostile, con la necessità di controllare un appartamento o anche un intero palazzo. Dei piccoli droni aerei da ricognizione che si muovono velocemente, evitando ostacoli e riportando tutto quello che vedono al terminale di un soldato sarebbero la risposta ideale per trasferire alle macchine un compito molto rischioso svolto finora da soldati in carne e ossa.

Per approfondire: Le corse di droni ad alta velocità interessano le forze armate USA

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.