L’AI ha imparato a leggere il labiale

Silenzio

Presto disponibile un’app che riesce a leggere il labiale, convertendo i movimenti delle labbra in testo. Anche se per ora i risultati sono tutto fuorché straordinari, future applicazioni potrebbero portare seri rischi per la privacy delle persone.

Molti laboratori (come Sony) studiano da anni tecnologie VSR (Visual Speech Recognition) per leggere le labbra senza input audio, ma nessuno finora ha davvero ottenuto risultati sensazionali. Adesso una start-up irlandese, Liopa, sembra essere riuscita a produrre un software con livelli di accuratezza promettenti: circa il 90% di riconoscimento, anche se solo su qualche dozzina di frasi.

Per ora l’app, chiamata SRAVI (Speech Recognition App for the Voice Impaired), viene sperimentata negli ospedali, per dare voce a chi l’ha persa e non è ancora in grado di usare il linguaggio dei segni. Ma quando l’accuratezza, l’ampiezza del vocabolario e soprattutto la versatilità della tecnologia aumenteranno fino a determinati livelli, potrà essere possibile monitorare cosa dice una persona semplicemente puntando da remoto una videocamera ad alta definizione.

Attualmente siamo ancora molto lontani da questi usi, ma sappiamo bene cosa succede con certe funzioni della visione artificiale: basta distrarsi un attimo e la “soluzione” è già diventata un problema.

Per approfondire: Tech Companies Are Training AI to Read Your Lips

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.