Investigatori usano l’AI per esaminare 60 milioni di documenti

BBC News ha un’interessante storia su come un team di investigatori ha usato l’intelligenza artificiale per trovare prove di corruzione presso Airbus.

Il problema principale in casi come questo è la mole enorme di documenti da controllare: oltre 500 milioni nel caso di Airbus. Rimuovendo i duplicati e i documenti non rilevanti per il caso il numero è sceso a 60 milioni, ancora troppo alto per verifiche manuali.

Gli investigatori si sono quindi serviti di strumenti di intelligenza artificiale per trovare le informazioni attinenti al caso anche quando erano mascherate, ad esempio con messaggi in codice dove si faceva riferimento a particolari della corruzione facendo finta di riferirsi a prescrizioni mediche. Dopo un addestramento apposito, i sistemi di NLP sono riusciti a far emergere anche questo tipo di elementi.

A questi si è aggiunto il problema dei documenti militari sottoposti a segreto nazionale, i cui contenuti erano preclusi anche agli investigatori. In quel caso l’AI è riuscita a estrarre informazioni rilevanti al caso senza vedere l’intero contenuto del documento, preservandone la segretezza.

Le prove così ottenute hanno convinto l’azienda ad accettare un accordo per il pagamento di 3,6 miliardi di Euro alle autorità di Francia, Regno Unito e Stati Uniti che avevano iniziato le indagini.

Per approfondire: How to investigate a firm with 60 million documents

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.