Interrotto il progetto francese per il riconoscimento automatico delle mascherine nelle stazioni

Non c’è pace per il riconoscimento facciale, anche se l’unico riconoscimento che fa è quello delle mascherine. Ricordate quel progetto-pilota a Parigi di cui scrivevo a maggio, che avrebbe dovuto contare la percentuale di persone che indossano una mascherina in una stazione pubblica? Non vi era una vera e propria identificazione della persona, solo una verifica su quanti passeggeri indossassero una mascherina e quanti no.

Dopo poco più di un mese il progetto è stato bloccato dalla stessa RATP (Régie Autonome des Transports Parisiens) che ha raccolto il parere negativo del CNIL, la Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés, che ricorda il diritto di ogni cittadino a opporsi all’acquisizione delle proprie immagini negli spazi pubblici.

Per approfondire: Trop intrusives, les caméras de détection de masques désactivées à Paris et à Cannes (in francese)

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.