
Tre milioni tra dipendenti civili e personale in divisa del Dipartimento della Difesa statunitense possono usare, dalla fine di agosto, versioni su misura di ChatGPT di OpenAI e di Grok di xAI, adattate a quelle che vengono definite le esigenze del combattente. Non un esperimento pilota, ma l’estensione di un’infrastruttura già collaudata e sorprendentemente popolare dentro l’apparato militare americano.
I due nuovi strumenti, denominati ChatGPT Mil e Grok for Government, si aggiungono a GenAI.mil, il portale centralizzato e sicuro inaugurato nel 2025 con Google Gemini come primo modello disponibile. La logica del progetto è semplice quanto decisiva, perché consente l’accesso ai modelli commerciali di frontiera senza far transitare dati governativi sensibili attraverso i canali consumer. La versione militare è infatti esente dalla raccolta dati che nei prodotti destinati al pubblico generale risulta difficile da evitare. E i numeri raccontano un’adozione tutt’altro che simbolica, con oltre 1,7 milioni di utenti unici già registrati, più della metà dell’organico complessivo.
Le due offerte vengono presentate in modo molto diverso. ChatGPT Mil, nato dal programma OpenAI for Government, propone un’esperienza familiare a chi già usa la versione commerciale, con chat, gestione di file, progetti e GPT personalizzati, ed è orientata al lavoro documentale non classificato, dalle pratiche amministrative alla logistica, dalla pianificazione all’analisi di policy. Grok, distribuito attraverso Starshield AI, la rete satellitare sicura di SpaceX basata sulla tecnologia Starlink, viene invece descritto con un linguaggio decisamente più operativo, con promesse di missioni eseguite più rapidamente e con maggiore precisione, dalle ricerche di mercato per gli acquisti alla gestione delle catene di fornitura.
Colpisce un’assenza. Claude di Anthropic non compare nel portale, perché l’azienda è stata etichettata come “rischio per la catena di approvvigionamento” dall’amministrazione Trump dopo il rifiuto di concedere al Pentagono un uso illimitato dei propri modelli, insistendo su alcune garanzie di sicurezza. La designazione è oggi oggetto di contenzioso giudiziario. Nel frattempo il Dipartimento ha siglato accordi con Amazon Web Services, Microsoft, Nvidia e Reflection AI.
Il quadro che emerge è quello di una difesa che tratta i modelli linguistici come una commodity da acquistare presso più fornitori, replicando la logica del multi-cloud. La vicenda Anthropic, però, segnala qualcosa di più delicato, perché chi pone limiti etici all’impiego dei propri sistemi rischia l’esclusione dal committente più ricco del mondo. Una pressione competitiva che potrebbe erodere gli standard di sicurezza volontari proprio quando servirebbero di più, e che vale la pena osservare con attenzione ben oltre i confini americani.
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