Il machine learning ci può identificare da come balliamo

Ballo

Ricercatori dell’Interdisciplinary Music Research dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia, hanno chiesto a 73 persone di ballare al ritmo di otto diversi tipi di musica. Registrando i movimenti del corpo con tecniche di motion capture, gli studiosi hanno quindi cercato di addestrare un modello di machine learning per fargli riconoscere il genere di musica al quale si ballava, Blues, Country, Dance/Electronica, Jazz, Metal, Pop, Reggae o Rap.

Purtroppo il modello non si è rivelato molto efficace a ottenere i risultati desiderati: riconosceva correttamente il genere di musica neanche una volta su tre.

I ricercatori però hanno scoperto qualcosa che non stavano cercando, ovvero che il modello era in grado di identificare con un’accuratezza del 94% la persona che stava ballando. È emerso che ogni persona ha un suo stile di ballo che lo identifica con precisione, indipendentemente dal tipo di musica con la quale si balla.

L’unica eccezione è rappresentata dal Metal, dove l’algoritmo ha incontrato maggiori difficoltà nell’identificare correttamente la persona. Questo probabilmente perché il Metal ha uno stile di ballo più omogeneo, con movimenti stereotipati e condivisi come ad esempio l’headbanging.

Pur avendo ottenuto questi risultati inaspettati i ricercatori finlandesi non sono interessati a sviluppare un metodo di identificazione basato sui passi di danza. Le domande adesso sono di altra natura, come ad esempio se nel corso della vita le mosse si modificano e in che modo, oppure se vi è modo di riconoscere differenze nei movimenti fra diverse culture.

Per approfondire: The way you dance is unique, and computers can tell it’s you

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.