I princìpi di Pechino per l’intelligenza artificiale

L’Accademia di Pechino per l’Intelligenza Artificiale (Beijing Academy of Artificial Intelligence o BAAI) ha rilasciato le sue regole per lo sviluppo sostenibile e “umano” dell’IA.

I princìpi (qui il testo completo) sono suddivisi in tre aree: ricerca e sviluppo, utilizzo e governance dell’IA.

Molti vedono in questo gesto un ramoscello di ulivo teso dal governo cinese verso gli Stati Uniti, per iniziare un dialogo su aspetti come etica, responsabilità e inclusività dell’intelligenza artificiale.

La BAAI deve però farsi largo fra altre importanti organizzazioni come la Commissione Europea, l’OCSE e il WEF che in questi pochi mesi hanno rilasciato le loro linee guida per il governo dell’intelligenza artificiale.

Sperando che in futuro non si debba assistere a una “guerra di princìpi” per stabilire quali di queste liste diventerà quella universale.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.