I creatori del robot Sophia vogliono iniziare la produzione di massa

Hanson Robotics - Sophia

Avrete già visto fotografie e video del robot di Hanson Robotics chiamato “Sophia“.

Robot Sophia di Hanson Robotics

Non so voi, ma io ho sempre pensato che quel robot in tutti questi anni (è del 2016) abbia avuto più copertura mediatica di quello che effettivamente si meritasse. Oltre a finire dritta nella mia personalissima top 3 della uncanny valley, Sophia non ha mai davvero dimostrato grandi qualità, tanto da essere considerata da molti come un chatbot con le gambe (inizialmente anche senza gambe, visto che gliele hanno costruite solo due anni dopo).

Serenamente ignari dei miei giudizi, alla Hanson Robotics ora hanno deciso di iniziare la produzione di massa di Sophia assieme ad altri tre modelli di robot. Lo riferisce Reuters. Secondo Hanson i robot saranno sempre più necessari, soprattutto a causa della pandemia, dove in certi casi la mediazione di robot sociali è utile per evitare contatti diretti fra persone. Tra i settori dove si prevede maggiore richiesta l’azienda cita espressamente quello ospedaliero, il retail e le compagnie aeree.

Probabilmente la creazione di umanoidi dall’aspetto inadeguato – per usare un termine gentile – è un passo necessario verso la realizzazione di robot più gradevoli e somiglianti a noi. Ma siamo proprio sicuri che la gente si sentirà a proprio agio con un robot che cerca a tutti i costi di imitare sembianze e movimenti umani?

Han di Hanson Robotics

Per ora non si sa quali siano i tre modelli oltre Sophia che Hanson Robotics pianifica di produrre in massa (qualche mese fa si parlava di una “sorella” di Sophia chiamata Grace), ma scorrendo la pagina con gli altri modelli prodotti dall’azienda di Hong Kong le mie perplessità si intensificano.

Per approfondire: Makers of Sophia the robot plan mass rollout amid pandemic

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.