I Beatles restaurati con l’intelligenza artificiale

Beatles restaurati con il machine learning

The Beatles: Get Back” è un recente documentario sui Beatles dove sono state usate nuove tecniche di machine learning per restaurare l’audio e il video, facendoli sembrare come se fossero stati registrati ieri.

Il regista del documentario, Peter Jackson, lo ha raccontato in un’intervista a Variety: “Per me il restauro del suono è la cosa più emozionante. Abbiamo fatto diverse enormi scoperte nell’audio. Abbiamo sviluppato un sistema di apprendimento automatico che ci ha insegnato come suona una chitarra, come suona un basso, come suona una voce. Poi abbiamo insegnato al computer la voce di John, la voce di Paul. In modo da poter prendere queste tracce mono e dividere tutti gli strumenti, per poter sentire solo le voci, le chitarre. … Questo ci permette di remixare in modo molto pulito“.

Dopo che ogni traccia è stata isolata, i mixer audio hanno regolato individualmente i livelli del volume per migliorare la qualità e la chiarezza del suono. Non è la prima volta che tecniche di intelligenza artificiale vengono usate per restaurare vecchi video e audio, ma è entusiasmante vederle applicate a un progetto di questa portata, e i risultati sono davvero notevoli.

Per approfondire: Peter Jackson Reveals How He Coaxed Paul and Ringo Into Giving Him the OK to Make ‘Get Back’

Ora, se posso suggerire un prossimo, potenziale target per il restauro con il machine learning: Pink Floyd Live at Pompeii.

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.