
Delegare un intero progetto a una macchina, e non solo qualche risposta veloce, è la scommessa che xAI mette sul tavolo con un doppio annuncio arrivato in questi giorni, un passaggio non banale nella competizione tra i grandi laboratori di intelligenza artificiale. Da un lato l’azienda presenta Grok 4.6, la nuova versione del suo modello di punta; dall’altro introduce Grok Bot, un sistema di agenti autonomi pensato per lavorare accanto alle persone come se fosse un collega in carne e ossa. Non è un semplice aggiornamento tecnico, ma il tentativo di cambiare cosa significhi affidare il lavoro a una macchina.
Grok 4.6 è costruito sulle fondamenta della versione precedente, con un’attenzione particolare agli agenti che devono portare avanti compiti lunghi e articolati. Il modello, stando ai dati diffusi da xAI, raggiunge livelli di intelligenza paragonabili ai concorrenti più avanzati sull’Artificial Analysis Intelligence Index, dove ottiene un punteggio di 61, in linea con GPT-5.6 e appena dietro Fable 5 Max. Il punto interessante non è tanto il primato assoluto, che resta conteso, quanto la capacità dichiarata di sostenere il lavoro attraverso molti passaggi, verificando da solo i propri risultati prima di procedere. Una forma di autocontrollo, questa, che distingue un modello utile da uno semplicemente potente.
Grok Bot rappresenta invece la faccia operativa dell’evoluzione. L’idea è affidare a uno o più agenti interi progetti, dalla generazione di contatti commerciali alla gestione delle spese, lasciando che accedano alle applicazioni e ai siti web esattamente come farebbe una persona. Gli agenti possono osservare un flusso di lavoro eseguito una volta, salvarlo come routine e ripeterlo in autonomia, oltre a scambiarsi compiti tra loro all’interno di uno stesso thread. Il messaggio è chiaro, e cioè non più assistenti che rispondono a comandi, ma collaboratori digitali che imparano e collaborano.
Sul piano pratico, Grok 4.6 è già disponibile in Cursor, in Grok Build e tramite le API, con prezzi che partono da due dollari per milione di token in ingresso e sei in uscita. xAI offre inoltre il doppio dell’utilizzo incluso per la prima settimana, una mossa evidente per spingere gli sviluppatori a provarlo subito. Grok Bot è invece incluso nei piani di fascia più alta, segno che l’azienda punta su un pubblico professionale.
Guardando oltre l’annuncio, la notizia conferma una tendenza precisa. La battaglia tra i laboratori non si gioca più solo sulla potenza grezza dei modelli, ma sulla loro affidabilità nel lavoro reale e prolungato. Gli agenti che operano ventiquattro ore su ventiquattro sollevano però questioni ancora aperte su controllo, responsabilità e impatto sull’occupazione. La direzione sembra tracciata, eppure resta da capire chi risponderà quando un collaboratore digitale, lasciato solo a lavorare per ore, prenderà la decisione sbagliata.
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