Green Algorithms calcola l’impatto ambientale dei modelli AI

Da tempo è in corso una discussione sulle emissioni prodotte dal deep learning, per la precisione dall’impatto ambientale delle risorse computazionali usate per addestrare i moderni modelli AI. Basti pensare che per addestrare il modello di NLP GPT-3, con i suoi 175 miliardi di parametri, sarebbe servita una potenza di 36400 petaflop/s al giorno (vedere la tabella a pag. 46). 1 petaflop/s al giorno equivale a far girare 8 GPU V100 a piena efficienza per un giorno intero.

Ora tre ricercatori hanno presentato Green Algorithms, un motore che consente di calcolare l’impatto ambientale dei propri modelli di machine learning (qui la ricerca). Il servizio calcola il fabbisogno energetico di qualsiasi algoritmo considerando il suo “tempo di funzionamento, il numero, il tipo e il tempo di elaborazione dei core, la quantità di memoria mobilitata e l’assorbimento di queste risorse”.

Il modello tiene conto anche dell’efficienza energetica del centro dati, come l’illuminazione, il riscaldamento o la corrente. L’impatto ambientale viene valutato calcolando l’intensità di carbonio, ovvero l’impronta di carbonio nella produzione di 1 kWh di energia.

Per provarlo: Green Algorithms – How green are your computations?

Maggiori info: Green Algorithms: Quantifying the Carbon Emissions of Computation (Research Summary)

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.