Facebook proibisce i deepfakes, con alcune eccezioni

Deepfakes

In un post sul blog di Facebook, Monika Bickert – vice presidente per la policy – ha annunciato che il social network vieterà i video contenenti deepfakes, ovvero quei video alterati da software di intelligenza artificiale, contenenti persone con i volti cambiati o con frasi manipolate, fatti così bene da sembrare veri.

I deepfakes sono emersi in questi ultimi anni grazie alle reti neurali generative avversarie (GAN, generative adversarial network) opportunamente addestrate in maniera competitiva, con risultati spesso così buoni da ingannare la maggior parte di chi li vede.

Facebook ha decisio di vietare i deepfakes creati con l’intento di ingannare le persone, lasciando invece campo libero alle parodie e alla satira. Un’eccezione non da poco, visto che in molti casi non è facile stabilire cosa è satira e cosa non lo è. Inoltre, limitando il divieto ai soli deepfakes, si consentono tutti quei tipi di manipolazione eseguita senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale, come ad esempio l’ormai famoso video di Nancy Pelosi manipolato per farla sembrare “rallentata”.

Un altro problema è rappresentato dal riconoscimento automatico dei deepfakes: se sono fatti così bene, come è possibile riconoscerli con accuratezza e soprattutto in maniera automatizzata? Facebook sta cercando aiuto dal mondo accademico e della ricerca con accordi ad hoc, nonché dal mondo privato lanciando – assieme a Microsoft e ad Amazon – la Deepfake Detection Challenge, una competizione che esorta ricercatori e sviluppatori a creare una soluzione per riconoscere e prevenire i deepfakes in maniera automatica.

Per approfondire: Facebook to ban ‘deepfakes’

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.