Effetto Covid-19: Waymo ferma i conducenti ma lascia le corse in piena autonomia

Un minivan Chrysler Pacifica Hybrid. Foto: Waymo
Un minivan Chrysler Pacifica Hybrid. Foto: Waymo

Quando si parla di guida autonoma Waymo è una delle imprese più note. Partita undici anni fa come Google Self-Driving Car Project, a fine 2016 ha fatto lo spin off ed è diventata un’azienda separata. Oggi è attiva in numerosi progetti di guida autonoma, come le consegne di UPS in Arizona o i camion autonomi per le strade di Atlanta.

Ma le attività più interessanti sono probabilmente quelle per il trasporto di persone, veri e propri taxi a guida autonoma, condotte ormai da anni in varie aree degli Stati Uniti, soprattutto a Phoenix in Arizona. Le 600 auto di Waymo circolano solo in un’area ben delimitata e fino all’ottobre dello scorso anno avevano tutte un conducente di sicurezza, ovvero una persona con la possibilità di intervenire in caso di problemi.

Da qualche mese però i clienti dell’azienda hanno la possibilità di usufruire di un servizio che consente loro di viaggiare su auto completamente autonome e senza conducente di sicurezza. Forte dei suoi 32 milioni di chilometri su strade pubbliche (nessun’altra azienda di guida autonoma ne ha fatti così tanti) lo scorso ottobre Waymo ha lanciato il servizio “full driverless”, dove gli unici esseri umani dentro l’auto sono i passeggeri. Il programma è stato affiancato a quello tradizionale con conducente di sicurezza, ma nessuno avrebbe pensato che solo cinque mesi dopo questo sarebbe stato l’unico servizio al pubblico a rimanere in piedi.

Martedì infatti l’azienda ha pubblicato un messaggio sul suo sito web dove informava i clienti di aver sospeso tutti i servizi con conducente di sicurezza. In piena epidemia da Covid-19 Waymo non vuole tenere clienti e conducenti all’interno della stessa vettura. Nella decisione avrà influito l’inconveniente di qualche giorno fa, quando un conducente di sicurezza si è rifiutato di prendere una corsa presso il campus di Intel, poiché aveva sentito che uno dei dipendenti era positivo al Coronavirus.

Quindi da subito tutte le auto di Waymo con conducente di sicurezza saranno ferme nei garage, gli unici servizi che restano attivi, a parte i camion, sono quelli che offrono alla clientela un’auto in totale autonomia. I veicoli saranno puliti e disinfettati molto più frequentemente, ma al loro interno non vi sarà personale che rischi l’infezione o che decida chi far salire e chi lasciare a piedi. Quando arriverà dal cliente l’auto sarà assolutamente vuota.

La scelta è stata dettata da una situazione estrema e imprevista, ma potrebbe essere quella “spallata” che aiuterà a dimostrare come un servizio di taxi totalmente autonomo sia possibile, facendo a meno non solo dei conducenti ma addirittura anche del personale di sicurezza. E più questa emergenza sanitaria continuerà, più Waymo avrà modo di provare la fattibilità di un modello che vede una società di taxi senza tassisti.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.