DeepMind ha provato, senza successo, a ottenere maggiore autonomia da Google

DeepMind è un’azienda con sede a Londra di cui si parla spesso nel mondo dell’intelligenza artificiale, perché anche grazie ai tanti soldi che investe Alphabet (la capofila creata da Google) è in grado di condurre ricerca di altissimo livello, come ha dimostrato qualche mese fa con AlphaFold2.

Recentemente il Wall Street Journal ha pubblicato una storia che lascia trasparire come non siano sempre rose e fiori fra DeepMind e Google. Fin dall’acquisizione del 2014 per oltre 600 milioni di dollari DeepMind è stata gestita come una società indipendente sotto l’ombrello di Alphabet, tuttavia DeepMind stava negoziando con la casa madre un accordo per avere maggiore autonomia, inclusa una struttura legale più simile a quella utilizzata per le organizzazioni non-profit (che avrebbe garantito una ricerca indipendente e libera da controlli o interferenze). Negoziati di cui non si era saputo nulla fino a oggi.

Adesso però, come riferisce il giornale, DeepMind ha comunicato al personale che quei negoziati si sono interrotti. Le attività di ricerca della società saranno soggette a un comitato etico di Google, i cui membri includeranno Lila Ibrahim, il direttore operativo di DeepMind, e Mustafa Suleyman, il co-fondatore di DeepMind che l’anno scorso lasciò l’azienda londinese per passare a Google.

Per saperne di più: Google Unit DeepMind Tried—and Failed—to Win AI Autonomy From Parent

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.