Deep learning, la differenza fra teoria e pratica

Perché molti modelli di deep learning – con ottimi risultati di laboratorio – quando vengono messi alla prova dei fatti falliscono? Cosa c’è di sbagliato nei training e nei test che rende i modelli così poco robusti e versatili?

Un piccolo esercito di ricercatori di Google ha pubblicato un vasto studio dove si cerca di dare risposta a queste domande. E la risposta si trova già nel titolo: Underspecification Presents Challenges for Credibility in Modern Machine Learning.

Per i ricercatori di Google sono i modelli sottospecificati – non ottimizzati a dovere – a presentare maggiori problemi quando messi in produzione nel mondo reale.

Nello studio si elencano diversi esempi dove modelli, dalla computer vision al NLP, sul campo non hanno dato i risultati sperati. La raccomandazione principale dei ricercatori è testare i modelli all’interno del contesto di utilizzo anziché fidarsi di loro a occhi chiusi.

La ricerca si trova su arXiv: Underspecification Presents Challenges for Credibility in Modern Machine Learning

Luca Sambucci lavora da oltre trent'anni nella cybersecurity, occupandosi oggi di sicurezza dell'intelligenza artificiale o AI Security. Ha collaborato come esperto con il Governo italiano, la Commissione europea, il Centro Comune di Ricerca e l'Agenzia Europea per la Difesa. È fondatore di Noctive Security, startup che sviluppa software automatizzati di red teaming per LLM e agenti AI. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.