Da Sony un chip video che elabora le immagini con il machine learning

Sony CMOS
Immagine © Sony

Sony ha sviluppato un nuovo sensore CMOS (Complementary Metal Oxide Semiconductor) che ha già al suo interno algoritmi di machine learning in grado di elaborare un’immagine senza che questa debba necessariamente lasciare il chip.

Uno dei problemi nella computer vision è quello della latenza: le immagini devono essere mandate a una unità centrale (o, peggio, a un computer nel cloud) per l’elaborazione e il responso. Traffico di dati e ritardi sono un male necessario, poiché il chip della fotocamera di solito ha l’unico compito di catturare le immagini. Su sistemi che hanno bisogno di reazioni quasi immediate, come ad esempio le auto a guida autonoma, l’elaborazione avviene direttamente sul veicolo, ma anche qui la latenza è un collo di bottiglia che rallenta tutto il processo.

Questi chip invece, progettati nel laboratorio Sony ad Atsugi in Giappone, si occupano di espletare un’elaborazione preliminare, selezionando per l’invio all’hub solo quelle immagini – o parti di esse – considerate rilevanti in base alla programmazione. Gli ambiti di applicazione potrebbero riguardare tutti quei deployment edge (sul dispositivo) dove serve elaborazione immediata, oppure dove sarebbe utile non sovraccaricare la trasmissione di dati o i processori di elaborazione centrali. Oltre alle già citate auto a guida autonoma penso anche ai droni (per evitare collisioni servono reazioni in tempo reale) e a diverse applicazioni robotiche.

Per approfondire: Sony Builds AI Into a CMOS Image Sensor

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.