Cruise punta a un milione di auto a guida autonoma entro il 2030

Origin di Cruise, una divisione di General Motors

Cruise, l’azienda di guida autonoma acquisita nel 2016 da General Motors, ha come obiettivo quello di raggiungere entro il 2030 una flotta di almeno 1 milione di veicoli senza conducente.

Il target era presente su un grafico un grafico che il CEO di Cruise, Dan Ammann, ha illustrato durante un evento per gli investitori. Il grafico mostra un “aumento esponenziale della flotta di Cruise” e alla fine del decennio indica il traguardo di un milione o più veicoli a guida autonoma. Il CEO non ha discusso direttamente questo obiettivo, ma secondo un articolo di CNBC un portavoce dell’azienda ha confermato che questo obiettivo “è dove l’azienda crede di poter arrivare“.

Per Cruise, su cui anche Microsoft ha puntato investendo due miliardi di dollari, il futuro dell’automotive sarà molto più sharing che auto private, per questo motivo si pensa che gran parte del milione di auto che intende mettere su strada nei prossimi anni saranno cosiddetti robotaxi.

Del resto è già da diversi anni che Cruise testa i suoi veicoli senza conducente per le strade di San Francisco. Inoltre, all’inizio di quest’anno l’azienda ha firmato un accordo esclusivo con Dubai, rendendola l’unico fornitore di taxi a guida autonoma e servizi di ride-hailing della città emiratina fino al 2029.

La flotta di Cruise è composta da centinaia di Chevrolet Bolt EV personalizzate, modificate per poter guidare senza conducente. Questa flotta continuerà ad espandersi fino alla produzione di un veicolo apposito, chiamato Origin (riprodotto in alto), che dovrebbe essere prodotto da GM a partire dal 2023.

Per approfondire: GM-backed Cruise targets 1 million self-driving vehicles by 2030

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.