
Aprire una cartella e vedere i file sistemarsi da soli, un foglio di calcolo nascere dagli scontrini e un report prendere forma mentre si fa altro. È il tipo di operazioni che Anthropic vuole rendere quotidiano con Cowork, una funzione che trasforma Claude in un assistente capace di lavorare direttamente sui file del computer. Colpisce anche la velocità di sviluppo, circa dieci giorni, ottenuta in gran parte con Claude Code, il precedente strumento per sviluppatori della stessa azienda.
Cowork nasce da un’osservazione inattesa. Al lancio di Claude Code, a fine 2024, strumento progettato per automatizzare compiti di programmazione, Anthropic ha visto gli utenti impiegarlo per tutt’altro, dalle ricerche per le vacanze alle presentazioni, dal recupero di foto di matrimonio su hard disk danneggiati fino al controllo del forno. Una versatilità non prevista che ha spinto l’azienda a creare una versione accessibile anche a chi non vuole programmare. Il funzionamento poggia su un’architettura che chiede fiducia. L’utente indica una cartella specifica del proprio computer a cui Claude può accedere e, dentro quel perimetro, l’intelligenza artificiale può leggere, modificare o creare file in autonomia.
Gli scenari d’uso spaziano dalla riorganizzazione di una cartella di download disordinata alla creazione di un foglio spese partendo da screenshot di ricevute, fino alla stesura di un report a partire da appunti sparsi in documenti diversi. Il sistema non si limita a generare testo, perché segue un ciclo “agentico” in cui formula un piano, esegue passaggi in parallelo, verifica il proprio lavoro e chiede chiarimenti quando incontra ostacoli. Può anche integrarsi con servizi esterni come Asana, Notion e PayPal e collaborare con l’estensione browser di Claude per navigare, compilare moduli ed estrarre informazioni dal web.
Anthropic mette in chiaro anche i rischi, con una trasparenza rara in un lancio di prodotto. L’azienda avverte che Claude potrebbe intraprendere azioni distruttive, per esempio eliminare file locali se interpreta male le istruzioni. Rimane poi il pericolo di prompt injection, in cui attori malintenzionati inseriscono istruzioni nascoste nei contenuti incontrati online. Per ora Cowork è disponibile solo per gli abbonati Claude Max su macOS, con piani di estensione a Windows e ad altri dispositivi.
L’uscita di Cowork sposta l’asse della competizione sugli agenti di intelligenza artificiale pensati per il grande pubblico. Il fatto che l’AI sia stata impiegata per accelerarne lo sviluppo è un esempio concreto di miglioramento ricorsivo e può allargare il divario tra i laboratori in grado di implementare efficacemente agenti interni e quelli che faticano a farlo. Il punto non è più la pura brillantezza dei modelli, bensì la disponibilità di utenti e organizzazioni a delegare lavoro reale a sistemi che mantengono pur sempre un certo margine di imprevedibilità.
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