Chiusi in casa? Ecco 5 libri su futuro e intelligenza artificiale

Robot che legge

Se in questo periodo siete in “smart working” a casa e riuscite a recuperare un po’ di tempo, magari perché siete stati costretti a toglierlo dalla socializzazione o più semplicemente dal tragitto casa-lavoro, potrebbe essere l’occasione buona per leggere qualche libro sull’intelligenza artificiale. Ne segnalo qualcuno, senza alcuna pretesa di esaustività.

Vita 3.0. Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale
di Max Tegmark

Vita 3.0 parte dal concetto di vita, alle sue caratteristiche e possibili evoluzioni, espandendolo per comprendere la vita artificiale ed esaminandone vari scenari, alcuni dei quali molto suggestivi. A questo proposito, Tegmark a volte secondo me si fa prendere un po’ la mano: quando parla di superintelligenza galattica mi ricorda le atmosfere di “The last question” di Asimov, perdendo giocoforza aderenza con la realtà (almeno quella a breve-medio termine). Vale comunque la pena leggerlo.

Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie
di Nick Bostrom, tradotto da Simonetta Frediani

Superintelligenza è il libro da leggere se siete interessati a cosa potrebbe rappresentare l’AGI, l’intelligenza artificiale generale, e la sua naturale evoluzione in superintelligenza. Per Bostrom i problemi non sono semplicemente tecnici, bensì più attinenti alla filosofia. I nodi che vengono al pettine richiamano questioni che l’umanità non è stata in grado di risolvere per migliaia di anni, e forse non ci riuscirà mai.

Rebooting AI: Building Artificial Intelligence We Can Trust
di Gary Marcus e Ernest Davis

Gary Marcus, autore molto attivo e “presente” nell’attuale panorama AI, è una vera spina nel fianco dei puristi del deep learning. Per Marcus l’intelligenza artificiale demandata alle sole reti neurali ha raggiunto i suoi limiti e propone modelli alternativi, anche ibridi, che uniscano connettivismo e simbolismo.

Intelligenza artificiale. Un approccio moderno (terza edizione)
di Stuart J. Russell e Peter Norvig, curato da Francesco Amigoni e tradotto da Stefano Gaburri

Un classico, molto completo ed esteso sia in ampiezza sia in profondità. Russel e Norvig pubblicano ormai da decenni un vero punto di riferimento per la disciplina, costantemente aggiornato per riflettere gli sviluppi del settore. Proprio per questo motivo l’edizione è importante: la terza è la più attuale, ma tenete presente che fra un mese dovrebbe uscire (in inglese) la quarta edizione.

Capitalismo immateriale: Le tecnologie digitali e il nuovo conflitto sociale
di Stefano Quintarelli

Questo libro non parla solo di intelligenza artificiale, ma di tutto il mondo digitale che circonda e pervade le nostre vite, le nostre relazioni, le nostre attività. Quintarelli è uno dei pionieri di Internet in Italia, nonché un tecnologo a tutto tondo, e da quando lo conosco (più di vent’anni) gli ho sempre riconosciuto la grande capacità di saper comprendere al volo le possibili ramificazioni di un’innovazione tecnologica, nella società come nell’economia. Il linguaggio che usa è chiaro e comprensibile, gli esempi pratici riescono a portare anche concetti inizialmente astratti a una dimensione umana e quotidiana. Secondo me Capitalismo immateriale è un libro da leggere a prescindere dal settore di interesse o dalla competenza tecnologica del lettore.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.