Brookings: la robot tax sarebbe sbagliata

Robot che scrive

Con un recente editoriale il think-tank di Washington The Brookings Institution torna sull’annosa questione della “robot tax“. Tassare i robot poiché toglierebbero lavoro agli esseri umani presenta diversi problemi. Anzitutto, sostiene l’articolo portando i risultati di diverse ricerche, le aziende che aumentano il tasso di robotizzazione sono anche quelle che incrementano le assunzioni. Verrebbero quindi punite ingiustamente. Inoltre, è sempre più difficile stabilire cosa sia, ai fini fiscali, “un robot”: un braccio meccanico, un software RPA, un assistente virtuale?

L’autore dell’articolo, Robert Seamans – professore alla New York University – sostiene che anziché inseguire improbabili “robot tax”, i politici dovrebbero considerare altre azioni legislative per aiutare i lavoratori, modulando magari le modalità con cui sono tassati capitale e lavoro, ma anche concentrandosi più ampiamente sulle riforme del mercato del lavoro.

Per approfondire: Tax not the robots

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.