Brookings: la robot tax sarebbe sbagliata

Robot che scrive

Con un recente editoriale il think-tank di Washington The Brookings Institution torna sull’annosa questione della “robot tax“. Tassare i robot poiché toglierebbero lavoro agli esseri umani presenta diversi problemi. Anzitutto, sostiene l’articolo portando i risultati di diverse ricerche, le aziende che aumentano il tasso di robotizzazione sono anche quelle che incrementano le assunzioni. Verrebbero quindi punite ingiustamente. Inoltre, è sempre più difficile stabilire cosa sia, ai fini fiscali, “un robot”: un braccio meccanico, un software RPA, un assistente virtuale?

L’autore dell’articolo, Robert Seamans – professore alla New York University – sostiene che anziché inseguire improbabili “robot tax”, i politici dovrebbero considerare altre azioni legislative per aiutare i lavoratori, modulando magari le modalità con cui sono tassati capitale e lavoro, ma anche concentrandosi più ampiamente sulle riforme del mercato del lavoro.

Per approfondire: Tax not the robots

Luca Sambucci lavora da oltre trent'anni nella cybersecurity, occupandosi oggi di sicurezza dell'intelligenza artificiale o AI Security. Ha collaborato come esperto con il Governo italiano, la Commissione europea, il Centro Comune di Ricerca e l'Agenzia Europea per la Difesa. È fondatore di Noctive Security, startup che sviluppa software automatizzati di red teaming per LLM e agenti AI. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.