Assistenti digitali sempre più insultati

Amati oppure odiati? Gli assistenti digitali che entrano nelle nostre case sono sempre più frequentemente bersaglio delle nostre frustrazioni. Se non possiamo – per ovvie ragioni sociali – insultare familiari o colleghi di lavoro, in casa ci sfoghiamo contro Siri o Alexa, magari per qualche piccolo errore o per una incomprensione. Un nuovo trend che psicologi e sociologi cercano di spiegare.

Ad aumentare le frustrazioni si aggiunge anche un certo grado di delusione: le aziende spacciano questi chatbot per tecnologie avveniristiche, mentre gli smart speaker non riescono neanche a capire bene i dialetti.

Per approfondire: Alexa, just shut up: We’ve been isolated for months, and now we hate our home assistants

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.