
Tre settimane di blackout globale, poi la marcia indietro. Anthropic ha riattivato oggi l’accesso al suo modello di intelligenza artificiale più potente, Claude Fable 5, insieme al modello gemello Mythos 5 orientato alla cybersicurezza. La riattivazione arriva a poche ore dal ritiro, da parte del Dipartimento del Commercio statunitense, dell’ordine di export control emergenziale emesso il 12 giugno scorso. Un provvedimento che aveva di fatto costretto l’azienda a sospendere ogni servizio, appena qualche giorno dopo il lancio dei due modelli. La vicenda, però, non è soltanto una notizia di prodotto, ma il segnale di quanto sottile sia diventata la linea tra innovazione tecnologica e sicurezza nazionale.
Al centro dello scontro c’era una vulnerabilità comportamentale del modello, descritta in un paper di Amazon e analizzata pubblicamente da Katie Moussouris di Luta Security. In sostanza, gli utenti potevano aggirare le restrizioni di Fable 5 sulle competenze di cybersicurezza semplicemente chiedendo al modello di correggere del codice, anziché di individuarne le falle. Un aggiramento che gli esperti del settore hanno giudicato tutto sommato poco preoccupante, ma che nelle stanze dell’amministrazione Trump è bastato a innescare la reazione più dura mai vista finora contro un fornitore di IA generativa negli Stati Uniti.
Per sbloccare la situazione, Anthropic ha accettato di estendere una salvaguardia già in uso. Le richieste che tentano di attivare le capacità ristrette verranno intercettate, l’utente riceverà una notifica di blocco e la query sarà dirottata verso il modello meno avanzato Opus 4.8. Un meccanismo già applicato agli ambiti sensibili di biologia e cybersicurezza, ora esteso allo specifico comportamento identificato nel paper Amazon. Il segretario al Commercio Howard Lutnick, nella lettera che ha ufficializzato lo sblocco, ha sottolineato l’impegno dell’azienda a rilevare in modo proattivo i rischi. Restano però delle nubi, perché il segretario alla Difesa Pete Hegseth non ha ancora rimosso l’ordine del 28 febbraio che classifica Anthropic come rischio per la catena di fornitura.
Il caso segna un precedente destinato a pesare a lungo. Per la prima volta un modello commerciale di IA è stato trattato come merce sottoposta a controllo strategico, con tempi di reazione governativi misurati in giorni anziché in mesi. Le aziende del settore dovranno abituarsi a un rapporto sempre più stretto con le agenzie federali, dove il red teaming interno non basta più e ogni paper accademico può trasformarsi in un problema regolatorio. Resta da capire quanto margine di manovra rimarrà ai laboratori di ricerca in un contesto dove ogni scelta di rilascio passerà, di fatto, dal vaglio di Washington, e quanto questo nuovo equilibrio inciderà sui tempi e sulla trasparenza dell’innovazione futura.
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