Alta Corte di Londra: addestrare un’AI non equivale a copiare opere protette

Immagine realizzata con Ideogram

Addestrare un modello equivale a copiare un’opera? L’Alta Corte di Londra si è espressa nel caso che opponeva Getty Images a Stability AI, società britannica che annovera tra i suoi direttori il premio Oscar James Cameron. L’azienda ha resistito con successo all’accusa di violazione del copyright, una decisione destinata a far discutere creatori e sviluppatori tecnologici in tutto il mondo.

Al centro del contendere ci sono milioni di scatti Getty usati per addestrare Stable Diffusion, il modello di Stability AI – su cui è basato il fortunato servizio Midjourney – capace di generare immagini a partire da descrizioni testuali. Getty sosteneva che quelle foto fossero state copiate e sfruttate senza rispetto dei diritti, chiedendo tutela per ciò che considera il cuore del proprio business. La giudice Joanna Smith ha riconosciuto prove dell’impiego di immagini Getty nell’addestramento e, in alcuni casi, la violazione di marchi registrati dell’agenzia. Si è però pronunciata su un fascicolo ridotto, dopo il ritiro estivo di parte delle rivendicazioni da parte di Getty.

Il punto dirimente è tecnico ma decisivo. Getty ha rinunciato alla contestazione originaria di violazione del copyright per mancanza di prove che l’addestramento fosse avvenuto nel Regno Unito. Ha quindi sostenuto che lo stesso Stable Diffusion fosse una copia illecita, perché la sua creazione avrebbe costituito violazione se compiuta in territorio britannico. Tesi respinta dalla giudice, che ha stabilito che un modello di intelligenza artificiale che non memorizza né riproduce opere protette non può essere trattato come copia illegale.

La decisione interviene mentre il governo laburista valuta come aggiornare la normativa sul diritto d’autore nell’era dell’intelligenza artificiale. Da un lato artisti e autori come Elton John, Kate Bush e Kazuo Ishiguro chiedono maggiori tutele, dall’altro le aziende tecnologiche spingono per un accesso più ampio ai contenuti protetti. L’esecutivo sta esaminando l’introduzione di un’eccezione per l’estrazione di testo e dati nella legge britannica sul copyright, che consentirebbe l’uso di opere protette per addestrare modelli di intelligenza artificiale salvo esplicita esclusione da parte dei titolari dei diritti.

Non è l’ultimo atto. La ricerca di un equilibrio tra innovazione e tutela degli autori proseguirà tra tribunali e legislatori, compensando il bisogno di dati per sistemi sempre più evoluti con il diritto degli artisti a controllare e monetizzare il proprio lavoro. Dalla risposta a questa tensione dipenderà anche la distribuzione dei vantaggi della generazione automatica. Chi investirà, chi verrà pagato, chi resterà ai margini.

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