Allarme di ENISA: l’AI potrebbe influenzare il voto europeo

AI con diritto di voto, immaginato da L.S. con Midjourney

L’accelerazione dell’innovazione tecnologica sta ridefinendo le nostre concezioni tradizionali di sicurezza e affidabilità. Secondo l’ultima edizione del Threat Landscape dell’European Union Agency for Cybersecurity (ENISA), le elezioni europee del 2024 potrebbero affrontare una minaccia emergente, ma potentemente disturbante: le evolute capacità dell’intelligenza artificiale.

Strumenti AI avanzati, come i deepfake e i chatbot, emergono come possibili destabilizzatori del nostro impianto democratico. L’adozione di tali tecnologie per alimentare campagne di disinformazione potrebbe erodere la fiducia dei cittadini nella trasparenza delle istituzioni e nell’essenza stessa del voto. Una sfida che si proietta ben oltre la sicurezza dei dati, influenzando profondamente il tessuto sociale ed economico europeo.

Mentre l’Europa vede l’innovazione come catalizzatore del progresso economico, la minaccia cibernetica dell’AI impone una vigilanza rinnovata. ENISA ha delineato tre modalità principali attraverso le quali gli aggressori capitalizzano sull’AI per perpetrare inganni. La prima sfrutta modelli linguistici avanzati (LLM) per orchestrare campagne di phishing o disinformazione sofisticate, spesso indistinguibili anche per gli esperti del settore. La seconda usa deepfake audiovisivi credibili, mentre la terza adotta l’AI per analizzare ed estrarre dati con intenti malevoli.

Accanto alla crescente preoccupazione sull’AI, ENISA rileva che, nell’anno compreso tra luglio 2022 e giugno 2023, si sono verificati 2580 incidenti di sicurezza informatica. Con l’amministrazione pubblica in prima linea, anche settori vitali come la sanità e i trasporti sono sempre più nel mirino dei cybercriminali.

Nell’era moderna, dove la digitalizzazione rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale, la difesa delle democrazie europee acquisisce un’urgenza speciale. La sicurezza cibernetica diventa imperativa non solo per proteggere i dati, ma anche per preservare l’integrità delle nostre istituzioni democratiche e, alla fine, del nostro tessuto sociale europeo.

Mi occupo da molti anni di intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, lavorando con un'azienda leader del settore e partecipando a iniziative della Commissione Europea. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.