Alla NASA un modello AI scopre nuovi crateri su Marte

Intelligenza artificiale ed esplorazione spaziale, un binomio che attira subito l’attenzione (perlomeno la mia).

Wired ha un’interessante storia su come un gruppo di ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA abbia usato un algoritmo di machine learning per creare un modello che riconosce crateri di recente formazione su Marte.

Inizialmente le immagini, catturate da Context e HiRISE, due telecamere a bordo di Mars Reconnaissance Orbiter (che da quindici anni gira attorno al pianeta rosso), venivano controllate manualmente. Si trattava di un lavoro che richiedeva almeno tre quarti d’ora a immagine, e che quindi non veniva eseguito per tutti i file.

Ora il modello AI riesce ad analizzare un’immagine in soli 5 secondi, rivelando nuovi crateri che prima non venivano visti, dando così ai ricercatori NASA nuovi spunti per le loro ricerche.

Per approfondire: NASA Is Training an AI to Detect Fresh Craters on Mars

Mi occupo da molti anni di intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale e le opinioni espresse appartengono ai singoli autori.