Alla NASA un modello AI scopre nuovi crateri su Marte

Intelligenza artificiale ed esplorazione spaziale, un binomio che attira subito l’attenzione (perlomeno la mia).

Wired ha un’interessante storia su come un gruppo di ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA abbia usato un algoritmo di machine learning per creare un modello che riconosce crateri di recente formazione su Marte.

Inizialmente le immagini, catturate da Context e HiRISE, due telecamere a bordo di Mars Reconnaissance Orbiter (che da quindici anni gira attorno al pianeta rosso), venivano controllate manualmente. Si trattava di un lavoro che richiedeva almeno tre quarti d’ora a immagine, e che quindi non veniva eseguito per tutti i file.

Ora il modello AI riesce ad analizzare un’immagine in soli 5 secondi, rivelando nuovi crateri che prima non venivano visti, dando così ai ricercatori NASA nuovi spunti per le loro ricerche.

Per approfondire: NASA Is Training an AI to Detect Fresh Craters on Mars

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.