Dal MIT un algoritmo per costruire robot migliori

Ricercatori del MIT hanno sviluppato un algoritmo per aiutare la progettazione di robot “morbidi” che siano in grado di raccogliere più informazioni utili sull’ambiente circostante. L’algoritmo di deep learning suggerisce la posizione dei sensori all’interno del corpo del robot, con l’obiettivo di farlo interagire meglio con il suo ambiente per completare i compiti assegnati.

Per fare un esempio, in un robot simulato e dotato di una mano per afferrare oggetti, l’algoritmo suggerisce di inserire i sensori dentro e intorno alle dita. Sembrano decisioni ovvie, ma nei test il modello di deep learning ha superato di gran lunga l’intuizione umana su dove collocare i sensori.

Un altro mattoncino verso l’autonomia di progettazione dei robot da parte dell’intelligenza artificiale.

Leggi: Researchers’ algorithm designs soft robots that sense

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.