AI Governance: l’Italia ha la strategia più completa

Italia

The Brookings Institution è un think tank a Washington che ultimamente sta producendo diversi studi sulla governance dell’AI.

In un recente articolo tre ricercatori hanno fatto il punto sui piani strategici dei vari Paesi riguardo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Essi hanno analizzato 34 piani strategici per complessive 1700 pagine (34 documenti non sono pochi, il repository AI Ethics Guidelines Global Inventory di AlgorithmWatch conta al massimo 42 strategie governative).

Dalla ricerca risulta che i piani strategici dell’Italia sono i più completi. Gli autori dell’articolo scrivono infatti: “Abbiamo trovato che l’Italia ha il piano più completo, seguita da Francia, Germania, Nuova Zelanda e Stati Uniti“.

Il think tank si riferisce probabilmente al libro bianco dell’Agenzia per l’Italia Digitale, visto che il testo della Strategia nazionale elaborato dalla task-force del MISE è stato ultimato solo in questi giorni e non è stato ancora presentato ufficialmente, ma solo in forma di bozza sul sito della Commissione Europea. E proprio da quel sito, che riassume le attività del Governo italiano in merito all’intelligenza artificiale, gli autori avrebbero scaricato il whitepaper dell’AgID in inglese.

Ad ogni modo i ricercatori di The Brookings Institution specificano che a essere presa in esame è stata l’ampiezza di visione, ovvero quanti ambiti sono stati presi in considerazione per elaborare la strategia, e non la qualità della strategia né quanto sia sofisticata.

Italia a parte, quello che hanno trovato mancare dalla maggior parte delle strategie nazionali analizzate sono i tipici elementi pratici per passare dalle parole ai fatti: esecuzione, finanziamenti e comunicazione.

I piani dei vari Paesi presentano infatti pochi dettagli su come si possano mettere in atto le strategie delineate, scarsa descrizione degli impatti economici e finanziari e poco realismo riguardo ai finanziamenti. Infine è stato riscontrato un assoluto deficit di comunicazione sull’AI da parte dei governi verso la società civile: a parte mettere i documenti con le strategie su qualche sito web, i governi hanno fatto molto poco (o niente) per portare avanti il dibattito sugli impatti dell’intelligenza artificiale per i cittadini e per il tessuto sociale dei rispettivi Paesi.

Per approfondire: How different countries view artificial intelligence

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.