AI for Future Italy – le proposte del CINI per l’intelligenza artificiale

CINI - AI for Future Italy

Il Laboratorio Nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems (AIIS) del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) ha presentato qualche giorno fa AI for Future Italy, un documento di proposte e raccomandazioni per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia.

Anche il CINI, come già la task force del MISE (di cui ha fatto parte anche la Prof.ssa Rita Cucchiara, direttore del Laboratorio Nazionale AIIS e fra gli autori di questo documento), ha raccomandato l’istituzione di una “cabina di regia” per l’AI in Italia, che secondo gli esperti del CINI dovrebbe essere coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oltre a questo l’Italia dovrebbe dotarsi di un “Progetto nazionale 2030” per l’AI, un programma che finanzi molteplici progetti di ricerca in aree come l’affidabilità dell’intelligenza artificiale, il ragionamento, le capacità decisionali anche in contesti sociali.

Una delle particolarità del documento è quella di prevedere dei KPI – key performance indicator, proprio come nei business plan aziendali – per valutare l’efficacia delle strategie. Quindi, per fare un esempio, l’eccellenza italiana nella ricerca AI andrà misurata in termini di pubblicazioni scientifiche, progetti finanziati, premi, ecc (c’è da dire che è già ai massimi livelli in Europa).

Non mancano raccomandazioni per il mondo dell’istruzione e quello del lavoro, ma soprattutto la proposta di creare l’Istituto Nazionale in Intelligenza Artificiale (INIA), un progetto per certi versi simile a quello del gruppo di lavoro del MISE (citato diverse volte nel documento) che vuole creare l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (I3A). Ma a differenza dell’I3A, l’INIA proposto dagli esperti del CINI sarebbe più distribuito geograficamente, con laboratori, sezioni e centri AI sparsi da nord a sud, per meglio interfacciare la ricerca AI con le realtà locali.

In merito a quest’ultimo punto bisogna riconoscere che il CINI ha già una certa esperienza con tale metodo di lavoro: solo l’AIIS ha al suo attivo 55 nodi distribuiti su 47 università e istituti di ricerca, fra cui il CNR, l’IIT e la Fondazione Bruno Kessler. Non sorprende quindi che proponga di adottare una modalità di cooperazione – uniformemente distribuita su tutto il territorio nazionale – che all’atto pratico ha già saputo dare ottimi risultati.

Il documento è disponibile qui (si tratta di un link a Google Drive, nel caso non dovesse funzionare dovreste poter trovare un link funzionante dalla pagina del CINI).

L’evento di presentazione è disponibile qui (sempre su un link di Google Drive) anche se purtroppo si ferma a metà, risultando quindi incompleto.

Mi sono appassionato all'intelligenza artificiale da quando ho potuto vedere all'opera i primi sistemi esperti negli anni '80. Già dal 1989 mi occupavo di cybersecurity (analizzando i primi virus informatici) ma non ho mai smesso di seguire gli sviluppi dell'AI. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.