AI e inganni

Robot caduto

In ambito AI è spesso necessario separare la crusca dalla farina. Oggi molte aziende sbandierano soluzioni di intelligenza artificiale che però di intelligente hanno ben poco. Un professore di Princeton, Arvind Narayanan, ha pubblicato una sua presentazione dove prova a smontare molti “miti” e bugie delle aziende che promettono risultati oggi ancora irrealizzabili.

La presentazione è disponibile qui in pdf: How to recognize AI snake oil

Dalla sua analisi emerge che mentre l’AI oggi ha raggiunto ottimi risultati nel percepire le informazioni fornite dai dati (ad es. riconoscere le immagini) e risultati mediocri nell’offrire decisioni autonome (ad es. nelle recommendation engine), lasciando ancora molto a desiderare quando gli chiediamo di prevedere conseguenze in ambito sociale. Chi tornerà a delinquere, chi sarà più o meno bravo in un certo ruolo lavorativo, chi rappresenta un rischio terroristico, quale bambino sarà un ragazzo a rischio, eccetera, sono tutti aspetti che l’AI oggi si è dimostrata non in grado di gestire con soddisfazione.

Proprio in merito all’intelligenza artificiale in ambito risorse umane, seguendo le slide ho scoperto uno studio dell’anno scorso che mi era sfuggito: Mitigating Bias in Algorithmic Hiring: Evaluating Claims and Practices. In questo studio alcuni ricercatori di Cornell University vivisezionano e smontano i modelli di 18 start-up che si occupano di vagliare i CV dei candidati.

I risultati confermano le intuizioni del Prof. Narayanan, ovvero che le soluzioni oggi in vendita sono poco performanti e disseminate di pregiudizi. In altre parole, la strada che porta all’HR artificiale è ancora estremamente lunga.

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.