Agenzia USA contraria ai test di guida autonoma senza adeguata supervisione

Tesla bianca © Tierney
A new Tesla Model 3 all electric vehicle driving down a country road

Non è che voglio fare quello che dice “te l’avevo detto”. Però, caro Elon, te l’avevo detto.

A nessuno, inclusa Tesla, dovrebbe essere consentito di affidare in mano ad automobilisti normali una tecnologia di guida autonoma ancora ufficialmente in beta-test che, per stessa ammissione dell’azienda, “potrebbe fare la cosa sbagliata nel momento peggiore“.

A dirlo ora è anche lo statunitense National Transportation Safety Board, che in una comunicazione (pdf) alla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha chiesto di imporre regole più severe per quanto riguarda la guida autonoma, citando proprio la decisione di Tesla di rilasciare il software “full self-driving” senza particolari supervisioni.

Un passaggio della lettera recita: “Rilasciando il sistema, Tesla sta testando su strade pubbliche una tecnologia di guida autonoma altamente automatizzata, ma con limitata supervisione o requisiti di segnalazione. Anche se Tesla include un disclaimer che “le caratteristiche attualmente abilitate richiedono la supervisione attiva del conducente e non rendono il veicolo autonomo“, l’approccio laissez-faire della NHTSA alla supervisione dei test di guida autonoma pone un rischio potenziale per gli automobilisti e per gli altri utenti della strada.”

Per approfondire: A federal agency warns Tesla tests unfinished driverless tech on its users

Sono partner e fondatore di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti l'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Sono socio fondatore del chapter italiano di Internet Society, membro dell’Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche (AIIC), della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI), della Association for Computing Machinery (ACM) e dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA). Dal 2002 al 2005 ho servito il Governo Italiano come advisor del Ministro delle Comunicazioni sui temi di cyber security. Oggi partecipo ai lavori della European AI Alliance della Commissione Europea e a workshop tematici della European Defence Agency e del Joint Research Centre. Questo blog è personale.