A Mosca riconoscimento facciale contro i manifestanti

Un coltello affilato affetta i pomodori o uccide le persone; la colpa non è del coltello ma del braccio che lo muove. Il riconoscimento facciale potrebbe essere utilissimo per rintracciare persone scomparse o latitanti, ma è diventato la pecora nera dell’intelligenza artificiale per l’uso spregiudicato che possono farne i governi.

Questo starebbe avvenendo a Mosca, dove la vastissima rete della metropolitana è stata riempita di telecamere con riconoscimento facciale in occasione dei mondiali di calcio del 2018. Il sistema avrebbe dovuto essere usato per arrestare i fuggitivi e rintracciare i bambini rapiti o i teenager che scappano. Poi durante la pandemia è stato usato per monitorare il rispetto delle regole.

Infine oggi, secondo alcune testimonianze, viene usato per scopi politici, impedendo la partecipazione alle manifestazioni anti-Cremlino a individui già noti alle forze dell’ordine, tutti fermati e trattenuti (apparentemente con qualche pretesto) dopo essere entrati in metropolitana.

La storia è di Reuters: “Face control”: Russian police go digital against protesters

Sono Head of Artificial Intelligence di SNGLR Holding AG, un gruppo svizzero specializzato in tecnologie esponenziali con sedi in Europa, USA e UAE, dove curo i programmi inerenti all'intelligenza artificiale. Dopo la laurea in Management ho conseguito una specializzazione in Business Analytics a Wharton, una certificazione Artificial Intelligence Professional da IBM e una sul machine learning da Google Cloud. Ho trascorso la maggior parte della carriera – trent'anni - nel settore della cybersecurity, dove fra le altre cose sono stato consigliere del Ministro delle Comunicazioni e consulente di Telespazio (gruppo Leonardo). Oggi mi occupo prevalentemente di intelligenza artificiale, con consulenze sull'AI presso aziende private e per la Commissione Europea, dove collaboro con la European Defence Agency e il Joint Research Centre. Questo blog è personale.