
Alibaba ha presentato Qwen 3.5, un modello con 397 miliardi di parametri totali di cui appena 17 miliardi attivi per ogni token elaborato. Un rapporto di sparsità di circa il 4,3 per cento, che colloca il nuovo arrivo nella fascia dei modelli capaci di competere con le migliori offerte proprietarie, pur mantenendo un profilo computazionale sorprendentemente contenuto. La notizia arriva in un momento in cui i laboratori cinesi stanno riscrivendo le regole del gioco nell’intelligenza artificiale aperta, e merita attenzione.
Il cuore della questione è architetturale. Qwen 3.5 adotta un approccio Mixture of Experts, una tecnica che consente di avere un numero molto elevato di parametri complessivi senza doverli attivare tutti contemporaneamente. In pratica, il modello seleziona di volta in volta solo un sottoinsieme ridotto dei suoi “esperti” per processare ciascun frammento di testo o immagine, riducendo drasticamente il costo computazionale. Il risultato è un sistema che offre prestazioni da modello di frontiera con un consumo di risorse paragonabile a quello di modelli molto più piccoli. Rispetto ai predecessori Qwen3-Max e Qwen3-VL, i miglioramenti vengono descritti come solidi, anche se il team non rivendica il primato assoluto su tutti i benchmark, in particolare su quelli legati alla generazione di codice.
Tra le caratteristiche più notevoli spiccano la multimodalità nativa e le capacità di intelligenza spaziale. Il modello è progettato fin dalle fondamenta per comprendere e generare contenuti che combinano testo, immagini e informazioni tridimensionali, senza bisogno di moduli esterni aggiunti in un secondo momento. Un approccio che sta diventando lo standard tra i modelli di nuova generazione, dove la separazione tra linguaggio e visione appare sempre più labile.
Il contesto competitivo è particolarmente interessante. Nelle ultime settimane, laboratori cinesi come Moonshot AI con Kimi K2, Z.ai e Minimax hanno tutti aggiornato i propri modelli di punta. Kimi opera nella stessa classe di peso dei 400 miliardi di parametri, ma con un rapporto di sparsità ancora più aggressivo, intorno al 3,25 per cento. Il fatto che Qwen scelga un equilibrio leggermente diverso suggerisce una filosofia progettuale che privilegia la stabilità e la qualità delle risposte rispetto alla pura efficienza.
Guardando al quadro generale, il rilascio conferma una tendenza: la Cina sta dominando la corsa ai modelli aperti, sia per quantità che per qualità delle pubblicazioni. Qwen 3.5 viene descritto come probabilmente l’ultimo grande aggiornamento prima dell’atteso DeepSeek v4, il che suggerisce che il ritmo delle innovazioni non accenna a rallentare.
I modelli a pesi aperti provenienti dall’Asia non sono più alternative di serie B rispetto alle offerte proprietarie occidentali, ma concorrenti diretti che stanno cambiando il concetto stesso di efficienza nell’intelligenza artificiale. Resta da capire se, con l’arrivo di DeepSeek v4, la competizione si sposterà su un piano ancora diverso, o se ci avviciniamo a un punto in cui i guadagni incrementali cominceranno a farsi più sottili.
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